Smart working & 1° Settembre 2022

Smart working & 1° Settembre 2022:
e adesso che succede?

Per i lavoratori e datori di lavoro del settore privato, questa data risulterà particolarmente simbolica, perché segnerà una “nuova era” per quello che conosciamo tutti col nome di smart working.

Modalità lavorativa in forte espansione soprattutto negli ultimi anni, il lavoro ibrido ha letteralmente conquistato l’attenzione di grandi, piccole e medie aziende durante la pandemia, rimanendo un vero e proprio trend anche dopo, quando la situazione iniziò a stabilizzarsi, normalizzando un contesto lavorativo a cui non si era abituati in passato.

La maggior parte dei sondaggi dimostra come, lavorando sia da casa che in ufficio, in giorni alterni, possa garantire maggior produttività da un lato e un miglior benessere nella vita privata del singolo dall’altro, cominciando a diventare un nuovo modello da seguire per il mondo professionale del futuro.

Nel nostro Paese, si era stabilito che una volta finito lo stato d’emergenza in merito alla pademia (precisamente il 31 Marzo 2022), si sarebbe tornati alle modalità lavorative ordinarie, ma si sono susseguite diverse proroghe, una del 30 Giugno 2022 e una seconda il 31 Agosto 2022.

Quindi, dal 1° Settembre, che cosa succede in concreto?

Ritorno al passato
(o quasi…)

Semplicemente, i lavoratori del settore privato e i relativi datori di lavoro dovranno ritornare a sottoscrivere un accordo individuale, che era previsto prima della pandemia e che definisce le modalità di impiego dello smart working.
Questo perché, durante il periodo d’emergenza, era subentrato un articolo (l’articolo 90, comma 4, del Decreto Rilancio) che ne aveva esentato l’utilizzo in via eccezionale e temporaneamente.
Si tratta del ritorno alle regole ordinarie della Legge 22 maggio 2017, n. 81 (https://www.ticonsiglio.com/wp-content/uploads/2022/03/legge-22-maggio-2017-n81.pdf), dove il datore di lavoro deve chiedere espressamente al dipendente se è disposto a prestare la propria attività in modalità agile (si tratta di una richiesta che può arrivare anche dallo stesso lavoratore).
Ovviamente entrambe le parti sono tenute a sottoscrivere obbligatoriamente l’accordo individuale, oltre al fatto che la scelta di utilizzare la formula dello smart working deve essere comunicata, per via telematica, al Ministero del Lavoro ai sensi dell’articolo 23 della Legge 22 maggio 2017, n. 81, allegando l’accordo individuale.
Si precisa anche che la Legge di Bilancio 2019 pone a carico dei datori di lavoro che stipulano accordi per la modalità di lavoro agile, l’obbligo di dare priorità alle richieste fatte dalle lavoratrici nei tre anni successivi alla conclusione del congedo di maternità e ai lavoratori con figli disabili che necessitino di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale.

Cosa mi serve sapere sul protocollo nazionale del lavoro agile?

Lo scorso 7 dicembre 2021 è stato adottato il Protocollo Nazionale del Lavoro Agile per il settore privato che fissa il quadro di riferimento per la definizione dello svolgimento del lavoro in modalità agile.
A partire dal 1° settembre 2022 quanto previsto da tale protocollo dovrà essere applicato a tutte le aziende private. In particolare, l’accordo individuale dovrà essere conforme alla contrattazione collettiva di riferimento e dovrà indicare:
La durata dell’accordo, se a termine o a tempo indeterminato;
L’alternanza tra i periodi di lavoro dentro e fuori i locali aziendali;
• I luoghi in cui svolgere l’attività di lavoro in modalità agile;
Termini dello smart working, tra diritti e doveri dei lavoratori;
• Gli strumenti di lavoro;
• I tempi di riposo e il “diritto alla disconnessione”;
• Forme e modalità di controllo, per garantire il diritto alla privacy;
L’attività formativa;
Diritti sindacali.
Per quanto riguarda i lavoratori fragili, con la fine dello stato d’emergenza, si era deciso il venir meno anche al loro diritto allo smart working, infatti dal 1° luglio 2022 i lavoratori individuati dal Decreto Ministeriale del 3 febbraio 2022 non possono più usare lo smart working come modalità di lavoro ordinaria, rientrando fisicamente in ufficio.

Lavoro ibrido: avanti tutta!

Nonostante questi “cambiamenti” incombenti, le varie proroghe e le “nuove vecchie regole”, la rivoluzione del lavoro ibrido non si sta fermando qui, perché in ottica di una semplificazione qualcosa si sta già muovendo a livello parlamentare con diverse proposte che andrebbero a delineare una riforma complessiva dello smart working in Italia con delle Proposte di Legge, tutt’ora al vaglio del Parlamento.

Nel frattempo, niente e nessuno devia drasticamente il futuro in un’ottica di lavoro smart, modalità sempre più ben accolta sia da aziende che dipendenti.

Vi aspettiamo!

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